Percorso: Lesbiche : Lesbiche famose : Elizabeth Carter
(Questa è una traduzione automatica dell'articolo originale in spagnolo. Non dovrebbe essere considerata come completa o precisa.)
La scrittrice
Elizabeth Carter nacque in Deal (Kent) Regno Unito, in 1717.
Era la figlia maggiore dello stimabile Nicholas Carter, parroco perpetuo della cappella di Deal.
Sua madre, Margaret Swayne Carter, erede di una fortuna considerabile, morì quando Elizabeth aveva dieci anni; una morte attribuita per alcuni a che la famiglia perse quasi tutti i suoi possessi in una crisi borsistica del secolo XVIII conosciuta come "bolla del Mare del Sud."
Suo padre si sposò un'altra volta con una donna con figli chiamata Mary Bean.
Elizabeth amava molto i suoi fratellastri e li curava occupandosi dei compiti domestici ed educandoli in maniera eccellente.
Elizabeth desiderava ansiosamente trasformarsi in un'intellettualoide ed era ossessionata con gli studi. Beveva caffè ed e tè in abbondanza per mantenere si sveglia durante la notte e studiare, quello che lo provocava forti mal di testa che si manifestarono durante la sua vita. Pubblicò la sua prima opera su 1734, una collezione di poemi. Dominava il francese, il greco, il latino, lo spagnolo ed il tedesco, oltre a difendersi in altre lingue come il portoghese, l'arabo e l'ebraico. Era anche abile per la matematica, l'astronomia, la storia e la geografia, quello che facevano di lei una vera rinascimentale e la donna inglese più colta della sua epoca, un risultato impressionante per quegli anni poiché le donne ricevevano solo un'educazione rudimentale.
Elizabeth Carter non si sposò mai, benché avesse un'attiva vita sociale e si riferiva con figure notabile della Letteratura come Samuel Johnson e Horace Walpole. In 1739 andò da Londra e si ritirò a casa sua di Deal. Probabilmente la sua marcia si prodursi dopo respingere una proposta di matrimonio realizzata per il chierico e letterato Thomas Birch. Era anche ben conosciuta la sua amicizia con donne Hester Mulso Chapone e Hannah come Abiti ed Elizabeth Vesey, arrivando ad essere di tipo romantico con Catherine Talbot ed Elizabeth Montagu.
La sua opera più riconoscente è "All the works of Epictetus which are now extant" (1758), una traduzione di opere di Epícteto fino ad allora mai tradotte all'inglese. La pubblicazione di questa opera gli proporzionò forti entrate che gli permisero di comprarsi una proprietà in Deal e passare la maggioranza degli inverni a Londra. La sua amicizia con Elizabeth Montagu diede accesso al circolo "Bluestocking", un piccolo gruppo di uomini e donne dotati che svilupparono una rete letteraria e sociale che proporzionava appoggio emozionale, intellettuale e pratico a donne scrittrici. Conobbe anche a William Pulteney, conte di Bath, il quale, vicino ad Elizabeth Montagu, la persuasero affinché pubblicassero una seconda collezione di poemi intitolato "Poems on Several Occasions", 1762. Questo poemario era differente delle sue opere anteriori, tanto in forma come in tono, poiché era più sentimentale e trattava di temi come l'amicizia, i sentimenti, la vita mentale o le relazioni tra la cosa effimera e la cosa eterna.
Tra 1760 e 1770 era già conosciuta a livello nazionale come "Epícteto Cárter", e gliela metteva sempre come esempio di quello che le donne potevano riuscire in una Inghilterra istruita. Elizabeth appoggiava cause caritatevoli, e fu una delle prime abbonate di un'organizzazione che aiutava al senza-soffitto della parte occidentale di Londra. Politica e letterariamente era conservatrice: appoggiava di forma incondizionata alla Chiesa Anglicana, i modi di governo stabiliti, e criticava con durezza la Rivoluzione Francese. Criticò l'opera di Charlotte Smith, alla quale tacciava di immorale, e detestava anche la Rivendicazione dei Diritti delle Donne scritta per Mary Wollstonecraft. Tuttavia, era una gran ammiratrice dei romanzi cavallereschi di Ann Radcliffe. Morì il 19 di febbraio di 1806.
In 1813 un critico del Quarterly Review, possibilmente Walter Scott" disse di lei: "molto colta, eccellente, e molto pesante... una volta fu molto famosa ed ora già è quasi dimenticata." Tuttavia, il suo Epícteto continuò ad essere reimpreso con assiduità durante il secolo XIX, ed un insieme di libri sulle Bluestockings edite tra 1905 e 1925 mantenne il suo nome vivo. Nonostante la sua fama come donna intraprendente, le femminista l'ignorarono negli anni 70 e 80 dovuto al suo conservatorismo. Tuttavia, a partire dallo studio pioniere di Sylvia Harcstark Myers, The Bluestocking Circle (1990), tornò ad essere riconoscente ed ammirata come una persona che promuoveva le capacità intellettuali delle donne senza contrapporrli ai compiti domestici. In parole di Johnson: "ella [Elizabeth Carter] poteva fare un pudding mentre traduceva ad Epícteto, e fare un fazzoletto mentre componeva un poema." Anche copricatena è conosciuta tra gli studiosi del lesbismo per una serie di lettere tra lei e Catherine Talbot delle che si staccava la forte amicizia romantica che esisteva tra entrambe.
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