LESBICHE, LESBISMO e AMORE LESBICO

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Indice di contenuto: Storia del lesbismo - Lesbiche famose

(Questa è una traduzione dell'articolo originale in spagnolo. Corretto e modificato per: Enea.)

Il lesbismo

    Lesbismo significa omosessualità femminile, attrazione sessuale o emozionale tra donne. Il sostantivo lesbica indica: donna che esprime consapevolmente la propria sessualità e affettività nei confronti di altre donne.

Origine delle parole spagnole relazionate col lesbismo

Origine della parola "Safismo" (Saffismo)

    Saffo fu poetessa greca nata nell'isola di Lesbo nel 628 A.C. Saffo fondò un convitto per sole ragazze vergini di nobile famiglia, includendo una scuola di ballo, musica e poesia ed educazione dello spirito. Tale convitto aveva il compito di elevare culturalmente le future spose della classe nobile greca. Tale convitto si trovava sull'isola di Mitilene nel Mare Egeo. Nella sua opera poetico-pedagogica la poetessa narra con estrema raffinatezza le sue relazioni sentimentali con le più grandicelle del convitto e il dolore della separazione. Scoperta e giudicata male, Saffo fu esiliata in Sicilia, di dove ritornò nel'anno 580 A.C. a Mitilene grazie al perdono concesso il patrono della città di Lesbo alla lettura di quell'opera fantastica.

Origine della parola "Lesbiana" (Lesbica)

    In quel convitto a Lesbo diretto della grande poetessa Saffo (630-560 a. C) grazie alla testimonianza inscritta nell'opera poetica risalgono le prime tetimonianze di estrema delicatezza sentimentale e velate pratiche carnali tra donne, lasciando interdetti anche i migliori poeti dell'epoca. la sua opera fu portata agli eccelsi della letteratura greca e sommamente rispettata divenendo fonte d'ispirazione divina.   

Molti secoli più tardi, alla fine del secolo XVI, lo scrittore francese Pierre di Bourdeille, conosciuto come il Sig. di Brântome, compose poemi amorosi tra donne nella sua opera letteraria "Le lesbiche", in onore e riferimento alla pratiche saffiche sull'isola ove visse la poetessa  Saffo. Da allora la parola "lesbica" si diffuse per catalogare quelle donne che si sentivano attratte sessualmente e sentimentalmente verso le compagne del propio sesso.

Origine della parola "Boyera" (Transportatrice di buoi) o "Bollera" (Panettiera)

    La parola boyera o bollera proviene probabilmente da antiche sacerdotesse che dirigevano carri di buoi. Da lì la denominazione di boyeras. Queste sacerdotesse celebravano ed aprivano cerimoniali campestri circa 4000 anni fa; cerimoniale nel quale partecipavano le solo donne atte al rito religioso femminista secondo il quale le femmine rappresentavano il ventre della feconda Terra, antichissima divinità adorata dall'umanità prima dell'avvento delle divinità mascili, detronizzandola. Questi culti e riti femminili provenivano del primitivo periodo sociale (quello matriarcale), ove tutte le pratiche e i segreti religiosi antichi pervenuti fino ad oggi, erano di dominio delle sole donne. I riti avevano carattere astronomico, propizatorio e magico. La costellazione di Bovaro, anticamente chiamata Boyera e maschilizzata posteriormente, rappresentava in origine una sacerdotessa che conducendo un carro di buoi.

Origine della parola "Tortillera" (Tortigliera)

      Nel romanzo "Maitreya", del cubano Severo Sarduy, uno dei personaggi, Illuminata, porta nella mano una tortilla fu-yong, tortilla non originale in quanto mancano le uova (a riferimento dei testicoli  maschili). Questa tortilla fu-yong, sembra fare più riferimento ad un piatto cinese, riferendosi piuttosto a "fullón", accrescitivo di "fullería". Quell'icona è pertanto una tortilla falsa, appunto per mancanza delle uova.  Il termine "tortillera" si usa in molti paesi ispanofoni e principalmente a Cuba e in Spagna.

    Altri termini sarebbero virago (donna virile), machorra (riferito alle pecore che non allattano i loro agnelli), fricatrices o tribadas (alludendo all'atto di sfregarsi l'una contro l'altra), queers (termine inglese che significa strano, anormale, e che a partire dal secolo XIX incominciò ad essere usato per connotazione sessuale),...

    Nonostante il rifiuto sociologico che hanno subìto le lesbiche nella Storia, molte donne hanno riconosciuto pubblicamente la propia connotazione e "condizione" sessuale; tra queste si annoverano lesbiche famose o bisessuali come: Isadora Duncan, Virginia Woolf, Mercedes De Acosta, Greta Garbo, Marlene Dietrich, Susan Sontag, Annie Leibowitz, Martina Navratilova, Amelie Mauresmo, etc.

    Come è stato vissuto il lesbismo da parte degli uomini fino al secolo scorso? In generale con rifiuto e sospetto, salvo quando le lesbiche più carine diventano oggetto di desiderio ed eccitamento sessuale. Molti uomini ricercano negli spettacoli lesbici e precisamente nella pornografia artificiale inscenato da false lesbiche, un piacere recondito per colmare e soddisfare la propria morbosa fantasia erotica. Se l'incomscio maschile contempla in tale pratica erotica un piacere sublime inconscio, la ricerca psicologica dovrebbe indagare a fondo questo comportamento femminile decriminalizzarlo proprio perchè ha origini nella nascita e creazione del corpo femminile (vedi la pratica fecondativa tra i volatili e oviperi e lo sviluppo degli organi sessuali in tutte le speci animali: la cloacazione).

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